lunedì 16 giugno 2014

Rebel Rebel.

Il coraggio e il cuore. Ecco cosa.
Ecco quello che serve veramente.
Non le parole vuote, non i giri di parole, le scuse, le chat.
Non  servono le giustificazioni sul latte versato quando l'hai volutamente versato.

Non servono le parole dolci senza gesti dolci.

E non serve l'amore se non è libertà.
A costo di essere impopolare e politicamente scorretta, contraria al comune pensiero, contraria ai qualunquismi di sempre.
E contraria soprattutto a chi ti dice che si fa così. Perché è così.
E pazienza se qualcuno non capirà. O se farà finta di non capire.

Ho sempre pensato che i legami, quelli veri, quelli liberi, non hanno bisogno di briglie.
Non hanno bisogno di schemi, doveri, imposizioni.
Non hanno bisogno di gabbie mentali perché le gabbie, anche se sembrano d'oro, sono per chi non può scegliere.
Sono per chi si è rassegnato a un certo tipo di vita non rendendosi conto che quello che ha giocato è in realtà molto di più di quello che ha vinto.
Sono per chi ha deciso che "doveva andare così" perché i tempi erano maturi.
Sono per chi ha accettato una situazione, facendosela andare bene, adattandosi e plasmandosi alle necessità degli altri soffocando se stesso, i propri sogni, la propria identità ma soprattutto la propria ribellione.

E io credo ai ribelli, invece.
Quelli che ribelli sono nati e ribelli vivranno.
Quelli che vivranno di dubbi, perchè le certezze le lasceranno a quelli che ben pensano.
Quelli che non si faranno legare alle catene ma che sapranno vivere liberi e soli.




lunedì 14 aprile 2014

Pollini e ormoni. Perchè dopotutto è primavera.

 
Che poi dopotutto è primavera.
E come ogni primavera che si rispetti il binomio polline-ormoni non si è fatto attendere.

Quasi 29 anni e una certezza: se le relazioni superano la fase primavera-marzo-aprile è fatta.
Nel senso che (salvo scongiurati casi) fino alla primavera dell'anno dopo si può sostanzialmente dormire sonni tranquilli.
E' la primavera, il casino.
Giornate più lunghe, uscite più frequenti, qualche centimetro di pelle scoperta...
Francamente non ho ancora capito quale sia il fronte nuvoloso che innesca la tempesta.
Ma le tempeste (ormonali) ci sono eccome.
E ci sono al punto da spaventarmi, a volte.

Coppie su cui avrei scommesso in frantumi. Flirt a perdita d'occhio. Corna frequenti quanto le margherite nei prati.

La primavera mi ha sempre messo una gran ansia addosso quando stavo con qualcuno.
E la mette pure adesso.
Perché nessuna delle ultime persone che mi hanno proposto un aperitivo o una cena era single.
Si badi bene, nessuna.
Tutti in crisi, se chiedi.
Tutti ingordi, io penso.

E il mondo pullula di questa ingordaggine che non è proprietà solo maschile, ma che è più maschile che femminile.
Pullula di (mezzi) uomini incapaci di decidere, incapaci di stare soli, incapaci di scegliere e di sceglierti.
Pullula di falsità oltre ogni limite, di ipocrisia, di teatrini edulcolorati che trovano nei cuoricini sulle bacheche l'espressione più becera.
Pullula di estenuanti chat di whatsap che, se le sapessimo tutte, stenteremo a crederci.

E a volte, mi metto dall'altra parte della barricata, quando ricevo certi inviti.
E mi viene naturale, perché da quella parte della barricata ci sono stata pure io. Senza saperlo.
Anzi, sapendolo dopo. Quando era tardi.
La barricata degli ingenui, la chiamo io. Di quelli che ci credono ancora.

E penso che la coerenza non è poi cosa per tutti. Che è dote rara.
E che se trovo uno che pensa A e fa A (senza incappare nel B,C,D) è la volta buona che mi sposo.

venerdì 11 aprile 2014

Ripped.

 
Il tutto per ricordarVi che in principio questo fu un fashion (presunto) blog.
 
Ecco qua il desiderio della settimana.
(Ma in realtà è un desiderio che covo da tempo).
Rotti, sdruciti, cattivi.
 
 
Buon week-end.
 
Eleonora
 









giovedì 27 marzo 2014

Là. Nella Galassia Cuore.

Fuori è tornato freddo.
Ufficio, 13.26. Ho finito la solita insalata con tonno e olive.
Che poi le olive non mi piacciono e puntualmente rimangono sul fondo del piatto.

Ho un cardigan a cuori oggi. E il mio amato anello a cuore.
Sono un pò a cuore ultimamente. 
Ho amori sparsi ovunque: la salsa tzatziki, il blu cina, i cappelli, le gonne a pieghe, Lenny Kravitz, il vodka-tonic...

Mi piace pensare che esista la Galassia Cuore, dove si ritrovano quelli come me.
Quelli che parlano con le canzoni, che si emozionano con le parole, che vivono di pancia.
Quelli che effettivamente si rendono conto se una cosa è  sbagliata, ma alle cose sbagliate non sanno dire no e si attaccano a loro come solo alle cose sbagliate ci si può attaccare.
Con testardaggine e passione.

Che poi sarebbe molto più intelligente e sicuro stare nella Galassia Testa.
Dove la logica, l'Io razionale, l'assoluto dominio delle situazioni la fanno da padroni.
Dove 1+1  fa 2 e non 3.
Dove gli schemi e i metodi stabiliti sanno prevalere.

Sarà che io non ho schemi. Ma forse io nella Galassia Cuore ci resto.
Forse io nella Galassia Cuore ci sono proprio nata e lì voglio rimanere.
Forse per sempre. 
 



 
 

lunedì 17 marzo 2014

Strade troppo strette e dritte per chi vuol cambiare rotta oppure sdraiarsi un pò.
















Conosco persone che riescono a farsi bastare le cose.
Che sanno riconoscere i propri errori e sanno imparare la lezione.
Conosco persone che sono nate in un paese di 5000 anime e non hanno bisogno di scappare continuamente.
Conosco persone che sono nate risolte, perfette, senza dubbi... che sanno sempre che cosa fare, quale decisione prendere e come vestirsi.
Che sanno cosa vogliono fare nella vita e che a 5 anni già sapevano cosa avrebbero fatto da "grandi".

Io no.
E a volte (leggi molto spesso) mi sento un'aliena. Una straniera alla frontiera senza visto.

Io che ogni giorno cambierei lavoro/rossetto/smalto/città.
Io che non imparo mai e tutte le volte mi chiedo se sono io a cercarmele o se è il solito destino a mettermi in mezzo a cose impossibili.
Io che alla sera mi metto sulla sedia i vestiti per il giorno dopo, per dormire quei venti minuti in più.
Ma che poi alla mattina non metto mai e così è tutto da rifare. Con venti minuti in meno.
Io che soffro sulla tastiera 8 (otto) ore.
Io che ho bisogno di stimoli continui, di sfide, di obbiettivi, di qualcosa o qualcuno per cui lottare veramente.
Io che ho bisogno di distruggere per riassemblare .
Perché le cose semplici e alla portata di tutti non fanno per me.
E lo so che questa sarà la mia condanna.

Io che sono irrisolta, come sempre.
Ma che sono anche sanguigna, come mi ha detto "qualcuno".
E io, in quel sanguigna, mi ritrovo parecchio.  E mi piace pure.

Io che " se trovi uno come te vi tirate i coltelli".

Sto pensando a come vestirmi domani. Ma tanto so che alle otto meno dieci cambierò idea.