giovedì 19 luglio 2012

Come un pittore. Atto primo.

Camminava svelta con un'andatura femminile e sinuosa. Aveva il mento alto e un bel portamento elegante che un'infanzia di corsi di danza le aveva regalato.
I lunghi capelli castani, mossi dalla brezza leggera di fine aprile, scendevano sulle spalle e le accarezzavano quel volto nobile, dai tratti così fini e delicati che pareva uscito da epoche precedenti.
Era una bellezza anacronistica, fuori tempo, quasi riservata alla sensibilità di quelle poche persone che sanno cogliere il bello e non, come molti, l'appariscente.
L'icarnato lunare risaltava i suoi grandi occhi verdi dalle lunghe ciglia e le gote, vagamente paffute, le regalavano un'aria di perenne bambina imbronciata.
Portava orecchini curiosi, dal sapore gitano ma che le si addicevano, considerando tutto l'insieme.
Era una figura indubbiamente particolare nella normalità che la circondava e sapeva catturare gli occhi dei curiosi che si domandavano chi fosse.
Camminava. Camminava non curante della gente che le passava accanto e che la guardava.
E lei, così come i gatti che non vengono quando son chiamati e che vengono quando non son chiamati, si fermò davanti a me e mi rivolse la parola.

2 commenti:

  1. È un brano di un romanzo?? O l'hai scritto tu? :)
    Valentina

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