Ci sono cose che mi stufano.
Delle quali sono satura a livelli inenarrabili.
Sento che questo post sarà politicamente scorretto e infinitamente contestabile.
E sento anche che respirerete aria di chi la situazione di disagio la vive in prima persona.
Però ne ho veramente abbastanza.
Ne ho abbastanza di chi continua a ripetere che se hai un lavoro, coi tempi che corrono, devi tenerlo stretto e baciarti i gomiti.
Il lavoro non è solo lavoro, ahimè.
Perchè per la stragrande maggioranza della vostra giornata, Voi non state con la vostra famiglia e con i vostri amici: voi lavorate. E generalmente siete dove non volete essere e con chi non vorreste vedere.
Oppure fate cose delle quali non ve ne importa praticamente nulla.
Poi ovviamente esistono i miracolati, quelli che amano il loro lavoro.
Quelli che di lavoro assecondando le loro passioni e la loro natura.
Se siete tra questi, migrate altrove e ringraziate i santi. Tutti i Santi.
Questo post non è per voi.
No. Questo post è per Voi che state facendo quello che non vorreste fare.
Per Voi che state dove non vorreste.
Perchè ho raccolto molte voci di chi si trova in questo limbo: ho raccolto frustrazioni e lamentele, ho raccolto tristezza nella consapevolezza di non poter cambiare la situazione, ho raccolto apatia.
Fiumi di apatia.
E allora ho deciso di scrivere come la penso, di dire la mia.
Questa è la mia lista di "non credo"
Non credo che un lavoro normo remunerato e regolato da un legittimo contratto collettivo nazionale sia condizione sufficiente per spingere le persone ad accettare la qualunque.
Siamo PERSONE e il rispetto va mostrato ma va anche e soprattutto PRETESO.
Non credo che queste premesse siano abbastanza per accettare i soliti favoritismi all'italiana, i soliti do ut des, le solite scavalcate senza meriti.
Non credo che queste premesse siano abbastanza per accettare i lenti ma inesorabili demansionamenti al quale assisto inerme in prima persona.
Non credo che queste premesse siano abbastanza per accettare accanimenti senza senso: perchè personalmente parlando, se anche non mi riguardano direttamente ho l'innato dono di sapermi immedesimare benissimo, fin troppo, negli altri.
Non credo che queste premesse siano abbastanza per abbassare sempre la testa, per rinunciare ai sogni, per spingere le persone a sentirsi inadeguate.
Non credo infine che queste premesse siano sufficienti per convincermi a rinunciare la mia ricerca di terreni migliori, aria più sana da respirare, ambienti e persone più stimolanti.
Perchè "l'unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quello che fai".
mercoledì 30 settembre 2015
martedì 18 agosto 2015
Kalispéra Karpathos
Scrivo ora. Scrivo quando già ripartirei.
Quando già il terzo della valigia che ho concretamente usato è nel cassetto lavato e stirato, mentre i rimanenti due terzi inutilizzati sono nel limbo mentale del "lavo/non lavo/stiro solo".
Una vacanza isolata, non nella mondanità perché non era questo che volevo (anche se Formentera mi manca ogni anno come l'aria, ndr.)
Avevo voglia di Grecia, già da qualche anno.
Avevo voglia di chiesette bianche e blu, di cipolla a qualunque ora del giorno, della bouganville color ciclamino a cascata.
Avevo voglia di staccare spina e pensieri.
Di mollare la presa sui pseudo doveri quotidiani che mi distruggono di noia.
Avevo parecchia voglia di viaggiare, lo ammetto, e questa breve vacanza mi ha risvegliato quella naturale "tendenza all'andare" che tanto mi sta a cuore.
Quando già il terzo della valigia che ho concretamente usato è nel cassetto lavato e stirato, mentre i rimanenti due terzi inutilizzati sono nel limbo mentale del "lavo/non lavo/stiro solo".
Una vacanza isolata, non nella mondanità perché non era questo che volevo (anche se Formentera mi manca ogni anno come l'aria, ndr.)
Avevo voglia di Grecia, già da qualche anno.
Avevo voglia di chiesette bianche e blu, di cipolla a qualunque ora del giorno, della bouganville color ciclamino a cascata.
Avevo voglia di staccare spina e pensieri.
Di mollare la presa sui pseudo doveri quotidiani che mi distruggono di noia.
Avevo parecchia voglia di viaggiare, lo ammetto, e questa breve vacanza mi ha risvegliato quella naturale "tendenza all'andare" che tanto mi sta a cuore.
« «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare». »
(Jack Kerouac, On the Road)
(get more: eleonoire85 on Instagram)
venerdì 26 giugno 2015
Di venerdì: quando la fuga è vicina.
L'abbronzatura, lieve, e dorata che piace a me.
Quell'accenno di rossore sulle gote.
Senza eccessi.
Il profumo delle caramelle gommose alla fragola, del cocco e della crema solare,
Un cappello di paglia e un telo gipsy bordato di frange.
Le espadrillas ai piedi e le canzoni nel cuore.
L'odore salato del mare e il profumo dei ginepri.
Le ore del tardo pomeriggio, quando si alza quella brezza marina che soffia verso la pineta.
Il sale sulle labbra e i capelli increspati.
Venerdì, ore 10, interno ufficio.
Meno 4 alla fuga.
La felicità è qui.
Quell'accenno di rossore sulle gote.
Senza eccessi.
Il profumo delle caramelle gommose alla fragola, del cocco e della crema solare,
Un cappello di paglia e un telo gipsy bordato di frange.
Le espadrillas ai piedi e le canzoni nel cuore.
L'odore salato del mare e il profumo dei ginepri.
Le ore del tardo pomeriggio, quando si alza quella brezza marina che soffia verso la pineta.
Il sale sulle labbra e i capelli increspati.
Venerdì, ore 10, interno ufficio.
Meno 4 alla fuga.
La felicità è qui.
mercoledì 17 giugno 2015
La maturità del poi.
Il ricordo che ogni anno riaffiora. Puntuale come sempre.
Il ricordo di quei momenti, di quelle notti e delle campanelle.
La rosa dei nomi: D'Annunzio/Leopardi/Petrarca.
Ed è sempre così.
Il ricordo di un periodo felice, dove quell'esame sanciva una sorta di "libertà" e l'inizio dell'estate più lunga.
Dove non ci sarebbe stato più Settembre a troncarla.
Dove tutto profumava di vita e di incoscienza.
Quella beata incoscienza che incorona i 19 anni.
In quel periodo nel quale bisognava scegliere cosa fare da grandi, nel quale si usciva dal nido liceale per essere una matricola tra tante.
Si era maturi. Per farcela, per scegliere, per decidere.
Il ricordo di quei momenti, di quelle notti e delle campanelle.
La rosa dei nomi: D'Annunzio/Leopardi/Petrarca.
Ed è sempre così.
Il ricordo di un periodo felice, dove quell'esame sanciva una sorta di "libertà" e l'inizio dell'estate più lunga.
Dove non ci sarebbe stato più Settembre a troncarla.
Dove tutto profumava di vita e di incoscienza.
Quella beata incoscienza che incorona i 19 anni.
In quel periodo nel quale bisognava scegliere cosa fare da grandi, nel quale si usciva dal nido liceale per essere una matricola tra tante.
Si era maturi. Per farcela, per scegliere, per decidere.
lunedì 15 giugno 2015
June inspiration: white&blue
"L'incanto sarà godersi un po' la strada,
Amore mio comunque vada,
Fai le valigie
e chiudi le luci di casa
Coraggio lasciare tutto indietro e andare,
Partire per ricominciare,
Che non c'è niente di più vero
Di un miraggio...
E per quanta strada ancora c'è da fare,
Amerai il finale"
(SHARE THE LOVE)
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