lunedì 3 settembre 2012

Rosmarino e Bacche di Ginepro.


L'aria era calda e intrisa di umidità. Si avvertiva un calore  soffocante e il sole quasi sul mezzogiorno  rifletteva sul mare rendendo l'acqua accecante...che gli occhi facevano quasi fatica ad abituarsi a così tanta luce.
La cosa che più mi aveva colpito, nel giungere alla spiaggia, era stato l'odore della pineta...quell'odore di bacche di ginepro misto al rosmarino che vorrei poter mettere in una boccetta per annusarlo a Novembre nella nebbia della città. Per ricordarmi che si, l'estate tornerà.




giovedì 23 agosto 2012

23 Agosto - Ore 16.42

Di ritorno. A dir la verità già da qualche giorno. A dir la verità sempre troppo presto.
Mi sto crogiolando nell'ultima settimana di ferie...con la curiosa speranza che il tempo si fermi.

E mi dedico per l'appunto alle cose noiose...proprio perchè spero che annoiandomi le giornate passino più lentamente...

Le ultime giornate di agosto hanno per me sempre un nonsochè di nostalgico e lento...quando le giornate tornano ad accorciarsi...quando vedi l'uva al supermercato...quando le riviste ti propongono i cappotti per l'inverno, gli smalti scuri e gli stivali...

In attesa della frizzante aria settembrina e che questa afa tremenda che incombe sulla pianura finisca, mi ritrovo a trascorrere le giornate all'insegna del relax e delle letture estive che spaziano dai libri alle mie amate riviste frivole..e sinceramente credo che siano  vacanze anche queste. Avere il tempo da dedicare alle cose che ci piace fare e "goderselo" questo tempo è un privilegio per poche persone, ormai. Aggiungo ahimè.

Se ne va anche questa (strana) estate 2012 che come tutte le estati ci ha messo troppo ad arrivare e ha fatto troppo presto ad andarsene.
D'altronde l'estate (come le sospirate vacanze e in generale le cose belle) hanno il loro fascino anche perchè durano poco, perchè si sa che finiranno.
Ma è dolce lasciarsi cullare dall'idea che con un pò di attesa prima o poi torneranno.

Vi bacio.

Eleonora

martedì 31 luglio 2012

Comparo ergo sum.





Posso accettare tutto: che mi si dica che son strana. Che mi si dica che cucino male. Che sono lunatica e irrascibile. Che non so stirare e che dormo troppo.

Ma che un libro di Dirtto Pubblico Comparato mi venga a spiegare cos'è l'amore no non l'accetto.
No e poi no.
Studio Giurisprudenza apposta, per girare lontano da certi discorsi. Se no facevo Filosofia o Lettere.
O Psicologia.
Da quando i giuristi si sono immolati alla causa? Non erano freddi ripetitori di codici? Non erano quelli che "imparano a memoria le leggi"?
Al diavolo.
Faccio Giurisprudenza Io.

Con il fare di chi si avvicina a una pietanza che fa schifo all'odore, ho proseguito scettica nella lettura. Tanto  anche i capitoli finiscono prima o poi.

Che tutto è classificabile lo so. Che la classificazione sia necessaria per comparare idem. Lo so.
Che l'amore sfugga a qualsivoglia classificazione mi mancava.
L'amore non è classificabile, non è paragonabile nè comparabile. Amen.
Alt. Che mi dite allora delle continue comparazioni tra vecchi e nuovi amori? tra storie passate e storie presenti? tra storie presenti e storie future e immaginarie?

Ed è li che ho capito come cominciano i disastri. Quando si è vittima dei propri schemi mentali e delle nostre classificazioni. Del nostro idealizzare un futuro che non c'è scordando che la realtà è ben diversa. Quando ci dimentichiamo di vivere il presente.
Quando siamo vittime degli amori che esistono solo nella nostra testa (leggi schema) e ci copriamo gli occhi per non vedere... perchè farebbe troppo male...
Quando siamo talmente bravi a mentire a noi stessi che ci autoconvinciamo che così va bene.
Quando contnuiamo a classificare gli amori.
E i giuristi. Che forse non sono poi sempre freddi codificatori.



giovedì 26 luglio 2012

Linee parallele.



Ci sono quelle che sole mai. Che fidanzate sempre.
Quelle che mangiano la pizza con le posate e la birra la versano nel bicchiere.
Quelle che non mischiano il rosso e il fucsia, il blu col giallo, le righe con i pois.
Quelle che al ristorante mangiano un insaltona.
Quelle che ti guardano borsa, scarpe, vestito e poi ti salutano. Se ti salutano.
Quelle che diventano l'ombra/brutta copia del fidanzato. Di turno, s'intende.
Quelle che ne assumono pure gli hobby, i modi di dire, le abitudini e i difetti.
Quelle che ti raccontano che hanno un lavoro bellisssimo, progetti favolosi, vacanze straordinarie, un fidanzato adorabile e uno stipendio esorbitante.
Quelle che predicano bene, e razzolano male.
Quelle che ragionano per griffe/marca/modello/status symbol.

E poi ci son loro.
Quelle che cantano in macchina. E ballano pure.
Quelle che preferiscono le osterie ai ristoranti. E il vino allo Champagne.
Quelle che si fanno le trecce, si mettono le espadrillas e ci escono pure alla sera. Pensa te.
Quelle che credono che l'amore sia più unico che raro.
Quelle che credono che l'amicizia sia un valore da coltivare e non da usare all'occorrenza.
Quelle che diffidano sempre e comunque da chi cambia amore/amicizie/giro/compagnia  nel giro di una settimana.
Quelle che si innondano di profumo alla vaniglia e si riempiono di braccialetti colorati di corda.
Quelle che sanno spiegarti l'amore o provano almeno a strappartelo fuori
e quelle che mancano sanno mancare e fare più male
...

mercoledì 25 luglio 2012

M.O.T.D. (mood of the day).



Perchè quando il mercoledì mattina in ufficio guardi solo siti di vacanze last minute e foto di bikini da comprare in saldo...la conclusione è solo una: URGONO FERIE.
A meno di 15 giorni dalle sospirate ferie, senza ancora nessuna meta precisa (nè prenotazione) con la testa sono già là: a prendere il sole in spiaggia, a leggere riviste, a spalmarmi di crema al cocco.

3 settimane e un itinerario da definire.
E una compagnia da definire.
Non escludo qualche giorno da sola...nella casa dei miei. All'insegna del relax più totale. Dell'ozio totale. Tutti gli anni lo faccio...ormai è un rito.
Per il resto penso di essere in balia degli eventi e delle sensazioni.
Perchè quest'anno le ferie le voglio improvvisare.